Personaggi: Giorgio Cerquetti, lo spirito eterno che viene dalla “controcultura”

Giorgio Cerquetti è una inarrestabile macchina da guerra. Guru (ma non troppo), studioso – e praticante – di discipline spirituali, scrittore, divulgatore, ma anche comunicatore e, in un certo senso “facilitatore” per tutti coloro a cui sta stretta la semplice e striminzita condizione umana. Nei suoi video, così come nelle sue conferenze pubbliche o nei suoi libri, può raccontare di UFO cosi come di Advaita Vedanta, di mondi paralleli come di meditazione e yoga; il tutto con uno stile e un eloquio discorsivo, semplice, colloquiale. E infatti i suoi video, che si possono intercettare su youtube, realizzati spesso a casa sua in un clima che somiglia a un rilassato consesso di amici, sono sempre molto divertenti, capaci di stimolare curiosità e domande sui vari temi volta per volta proposti. Anche la biografia di Cerquetti è interessante. Lo potremmo definire, se amassimo i luoghi comuni e le definizioni surgelate, un post-Hippy colto e laureato, ma in realtà è molto di più: è un uomo che ha studiato davvero tantissime cose, un viaggiatore professionista che ha scritto tanti libri, articoli e partecipato a conferenze in tutto il mondo, conosciuto e frequentato tante persone eccellenti; è inoltre un animatore culturale, cosi come è stato ospite fisso in una trasmissione di RTL del suo amico Giorgio Medail. Fondatore di Onlus e associazioni in tutto il mondo che hanno realizzato dispensari, scuole, e promosso la cultura del cibo vegetariano in paesi come l’India e nel continente africano, l’uomo che “ti ama” (cosi si definisce Cerquetti sui suoi profili social) ha un seguito davvero importante, trasversale e multigenerazionale. D’altronde lui stesso si definisce uno “spirito eterno” che ha lo scopo di “allargare l’area della coscienza, favorendo una maggiore comprensione delle relazioni interpersonali e del meraviglioso potenziale umano”. Per un uomo che si è mosso con agilità tra un incontro e l’altro col Dalai Lama o con Timothy Lear, con madre Teresa di Calcutta o Raymond Moody, non si può non pensare che la vita non sia un gioco divino, una sintesi di perfetti opposti. Se a tutto questo aggiungiamo i ricordi delle vite precedenti e le sue incredibili esperienze di premorte, allora il ritratto è completo.

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