Aleister Crowley, il mago che cento anni fa incantò Cefalù

Nel 2020 ricorre il centenario dello sbarco a Cefalù di uno dei personaggi più controversi ed enigmatici della storia contemporanea: Aleister Crowley, esoterista, poeta e scrittore, pittore ed abile giocatore di scacchi e, suo malgrado, influencer ante litteram di tutto il movimento della controcultura che, a partire dagli inizi degli anni 60, ha determinato lo stile di vita non solo di tantissimi giovani in tutto il mondo, ma anche di artisti, creativi e scrittori. Non a caso il volto di Crowley campeggiava, assieme ad altri personaggi importanti, nella mitica copertina di Sergent Pepper capolavoro discografico dei fab four.

Era esattamente il primo di Aprile 1920 quando “La grande bestia” (così lo aveva ribattezzato la madre) prese in locazione una villetta sita in contrada S. Barbara appartenente alla famiglia La Calce. Con lui la sua compagna “donna scarlatta” (cosi ribattezzava le sue partner magiche) e un bambino. La casa, da lui denominata “Abbazia di Thelema” (l’ispirazione gli veniva dal Gargantua e Pantagruel di Rabelais) divenne in breve tempo una “comune magica”, in cui gli adepti del mago inglese mettevano in comune gli averi, praticavano la meditazione e la magia cerimoniale, facevano il bagno nudi nelle acque antistanti, praticavano riti di invocazione al sole ed altre usanze che, certamente, risultavano abbastanza anomale per gli abitanti di una cittadina di pescatori nel cuore della Sicilia. A Cefalù, scelta da Crowley pare con il metodo divinatorio dell’Yi Ching, egli visse tre anni molto intensi e fecondi; qui infatti dipinse tantissimo, non solo le pareti del tempio, scrisse il famoso Inno a Pan e un libro autobiografico intitola “Diario di un tossicomane”. Il tempio dei thelemiti era predisposto su un solo livello e aveva una sola sala. Sul pavimento era disegnato un pentagramma iscritto in un cerchio; in mezzo al pentagramma era collocato un altare esagonale sul quale campeggiava il “Liber legis”, il libro della legge.

La cittadina normanna divenne meta di adepti da tutto il mondo che, una volta arrivati, dovevano sottoporsi ai principi stabiliti dalla legge di Thelema di cui l’assioma di fondamento era: “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge”. Gli adepti uomini portavano la testa completamente rasata, mentre le donne avevano tinte rosse o bionde ed erano “marcate” da una sorta di sigillo che riportava un occhio dentro un triangolo contornato da una raggiera.

Spesso Crowley e la sua corte scendevano nel corso principale di Cefalù e, secondo alcune testimonianze dell’epoca, gli abitanti si mettevano raccolti ai lati del marciapiede colti da una sorta di timore reverenziale per i “mormoni” stranieri di cui si registrava un continuo via vai. Quando il mago entrava all’ufficio postale, con in testa il suo cappello da vescovo, d’improvviso si creava un silenzio inquietante, non solo per il suo potente magnetismo (era difficile sostenere il suo sguardo penetrante) ma anche per un particolare profumo che sapeva di zibetto e benzoino la cui composizione era nota solo a lui.

Aleister Crowley lasciò Cefalù nel 1923 in seguito all’espulsione da parte della polizia fascista, non tanto per le attività scandalose che si svolgevano nella villa (era diffuso anche l’uso di droga) ma per una sospetta attività di spionaggio sotto copertura per conto dell’ambasciata inglese. A lui, infatti, è stato attribuito dagli storici un ruolo abbastanza importante nell’ambito delle attività legate ai servizi segreti.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1947, il suo culto è diventato sempre più diffuso e tra i suoi ammiratori si possono annoverare personaggi come Sting, l’antropologo Fosco Maraini (che venne negli anni 50 a fare dei sopralluoghi a Cefalù alla ricerca di cimeli), il regista Kenneth Anger ed altre personalità del mondo della cultura e delle arti. Negli anni 90 la villa, che nel frattempo è caduta in rovina, è stata vincolata dalla regione siciliana come bene di interesse artistico e la figura di Aleister Crowley è diventata oggetti di studio e saggi di vario tipo.

Sarebbe un atto importante se in occasione di questo centenario il Comune di Cefalù ricordasse questa figura (Cefalù, oltre che per le sue bellezze storico monumentali, è famosa nel mondo anche per questa microstoria esoterica) con la dovuta attenzione, riportando alla luce un personaggio che ha dato lustro alla città (che lui ha amato tanto) e che troppo spesso ingiustamente è stato frettolosamente catalogato come “eccentrico” e che oggi invece viene rivalutato in tutto il mondo come un vero e proprio guru della cultura internazionale attirando, nel tempo, l’attenzione di scrittori come Leonardo Sciascia e Vincenzo Consolo.

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